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CHIRURGIA ADDITIVA DEL SENO MASCELLARE

chirurgia additiva studio dentistico relicsE' una tecnica diffusa e altamente predicibile.

Nel mascellare superiore si verifica a carico dei settori latero-posteriori un importante deficit in altezza dell’osso residuo. Nell’osso mascellare è presente il seno mascellare, una cavità il cui sviluppo inizia durante lo stadio fetale e si ultima a 12 anni; quando vi è la perdita di uno o più elementi dentali si assiste ad un’espansione rapida del seno mascellare rispetto all’osso alveolare dell’osso mascellare dove all’assenza di un’adeguata quantità di osso si somma l’espansione del seno mascellare o pneumatizzazione nella medesima compagine ossea, risultando in un importante deficit in altezza. Il seno mascellare è rivestito all’interno della membrana sinusale o membrana di Schneider caratterizzata da cellule caliciformi e ghiandole mucipare deputate alla produzione di muco avente una funzione protettiva e di deumificazione. Il muco viene sospinto dall’apparato ciliare delle cellule ciliate verso l’ostio meatale, orifizio attraverso cui il seno mascellare drena nel meato medio.

La valutazione preliminare della chirurgia rigenerative del seno prevede innanzitutto l’esclusione di stati patologici dei seni mascellari (sinusiti acuti, sinusiti ricorrenti, neoplasie) e scegliere l’adeguato approccio chirurgico al mascellare superiore tenendo in considerazione la quantità di osso residuo in altezza e spessore seguendo delle valutazioni cliniche e radiologiche (rx OPT e TC). L’approccio chirurgico più utilizzato è quello introdotto da Misch nel 1987 che in base all’altezza di osso disponibile stabilisce 4 categorie definite subantrali [SA]:

  • SA-1 presenza di osso verticale adeguato per l’inserimento di impianti (>12 mm), tale per cui si procede con un protocollo chirurgico convenzionale;
  • SA-2 presenza di osso verticale compreso tra 10-12 mm, che richiede attraverso la tecnica di Summers e Tatum innalzamento del pavimento del seno mascellare da 0 a 2 mm e immediato posizionamento implantare; oppure si esegue oltre l’osteotomia per gli impianti, un’osteotomia espansiva con la tecnica degli osteotomi per avere un lento sollevamento del pavimento sinusale e posizionamento implantare immediato;
  • SA-3 presenza di osso verticale compreso tra 5-10 mm, per cui è previsto il rialzo di seno mascellare, con lo scollamento della membrana sinusale dal pavimento, riempimento con biomateriale, bioss e osso autologo in percentuali variabili in base alla densità ossea con inserimento differito degli impianti.
  • SA-4 presenza di osso verticale meno di 5 mm per cui è previsto lo stesso approccio chirurgico della categoria SA-3.

Quando al deficit verticale dell’osso si somma un deficit orizzontale è necessario combinare, ad uno dei procedimenti chirurgici menzionati, un innesto osseo autologo, prelevato più di frequente dal ramo mandibolare, e posizionato secondo tecnica onlay.

 

Dott.ssa Relics Daniela

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