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PARODONTOLOGIA: PREPARAZIONE INIZIALE, RIVALUTAZIONE E TERAPIA DI MANTENIMENTO

parodontologia relics danielaLa Parodontologia è quella disciplina odontoiatrica che ha come oggetto la diagnosi e la terapia delle patologie che coinvolgono l’apparato di supporto del dente, ovvero il parodonto.

La gengiva è quella parte della mucosa masticatoria che ricopre il processo alveolare e il dente in corrispondenza della regione del colletto. La gengiva è distinta topograficamente in: gengiva marginale e gengiva aderente. La gengiva marginale, dal tipico rosa corallo, è un tessuto epiteliale cheratinizzato, che circonda perimetralmente la corona clinica del dente, il suo margine gengivale si presenta arrotondato e in prossimità del dente si invagina costituendo il solco gengivale con ampiezza di 0,67 mm contenente il fluido crevicolare, avente una funzione detergente e protettiva.

Nel 1961 è stato introdotto il concetto dell’ ampiezza biologica (Gargiulo, Wentz, Orban et al) ovvero uno spazio di circa 2 mm, fisiologicamente presente tra la gengiva e la superficie del dente, più apicalmente o più in basso rispetto al solco gengivale, dato dalla somma dell’ attacco connettivale e dell’ attacco epiteliale della gengiva giunzionale che si lega alla superficie del dente; per il rispetto dell’integrità della salute dento-parodontale tale dimensione deve risultare costante. La gengiva aderente, si trova apicalmente alla gengivale marginale, di cui segue la festonatura e macroscopicamente ha un aspetto “a buccia d’arancia” ed è saldamente fissata all’osso alveolare per mezzo delle fibre connettivali, inoltre è delimitata apicalmente dalla linea muco-gengivale che la separa dalla mucosa alveolare.daniela relics studio dentistico

La malattia parodontale è un processo infettivo avente come agente eziologico molteplici patogeni parodontali anaerobi che colonizzano la superficie del dente, soprattutto, nella localizzazione sottogengivale. I batteri patogeni risiedono in biopellicole, che offrono un habitat protettivo per il loro metabolismo all’interno dell’ospite, i cui metaboliti sono responsabili dell’attacco tessutale con conseguente reazione infiammatoria di difesa.

I depositi massivi di batteri, visibil macroscopicamente nella cavità orale, sono denominati Placca Batterica e Tartaro, quest’ultimo rappresenta l’evoluzione della prima aggregazione batterica, in una struttura più organizzata e mineralizzata. La placca batterica, e conseguentemente il tartaro,
possono aderire su tutte le superfici del dente, anche su quelle sottogengivali. Il tartaro sopragengivale si presenta come concrezioni solide con colori dal biancastro al giallo scuro, fino al marrone. Il grado di formazione del tartaro non dipende solo dalla quantità di placca batterica presente ma anche dalla secrezione delle ghiandole salivari. Il tartaro sopragengivale, pertanto, si trova soprattutto in prossimità dei dotti escretori delle ghiandole salivari. L’evidenza del tartaro sottogengivale avviene durante il sondaggio parodontale e non sempre si correla alla presenza di tasche parodontali patologiche (>7 mm).

La malattia parodontale colpisce soprattutto in età adulta ma, in base alla suscettibilità del paziente e alla gravità dei fattori di rischio, si può presentare anche con forme di Parodontopatia Giovanile Aggressiva oltre che come Parodontopatia Aggressiva Localizzata e Generalizzata, prime cause della perdita degli elementi dentali, in quanto la lisi batterica oltre al coinvolgimento dei tessuti connettivali si estende al tessuto osseo determinandone il riassorbimento. Possono verificarsi, inoltre, per l’aggravarsi dell’infiammazione parodontale episodi di ascessi parodontali, in cui a differenza degli ascessi di origine odontogena il dente conserva la sua vitalità.

odontoiatria minerbio relicsI campanelli di allarmi che possono far pensare ad un principio di malattia parodontale possono essere i seguenti sintomi: il sanguinamento gengivale di frequente riscontro durante lo spazzolamento, visibile accumulo di tartaro sulle superfici dentali, alterazioni morfologiche della festonatura gengivale con recessioni gengivali, mobilità dentale e alitosi. Inoltre cattive abitudini quali fumo e scarsa igiene orale, aggravano lo stato di salute delle strutture del parodonto e stati di salute quali diabete.

L’esame parodontale prevede un esame diagnostico principale il sondaggio parodontale. Questo è eseguito tramite una sonda numerata, di cui esistono diversi tipi in commercio, attraverso cui è possibile registrare misurazioni dei parametri parodontali utili per valutare la presenza e la severità della malattia parodontale. I principali dati del sondaggio parodontale da annotare sono : il PPD (Probing Pocket Depth) o profondità di tasca, distanza dall’apice della sonda al bordo gengivale; il PAL (Probing Attachment Level) o livello di attacco, distanza tra la giunzione amelo-cementizia e il punto più apicale del solco gengivale; il BOP (Bleeding On Probing) o sanguinamento al sondaggio è un indice di infiammazione; il sondaggio delle biforcazioni. Inoltre si riportano i gradi di mobilità dentale secondo Miller (1950).

Il controllo dell’infezione nella malattia parodontale inizia con la preparazione iniziale o terapia causale, atta alla rimozione contemporanea delle cause delle infiammazioni, tartaro o debordamenti di restauri nello spazio dell’ampiezza biologica, ripristinando l’anatomia parodontale, ed ad un controllo farmacologico con l’uso di antisettici mirati. In base alla gravità dell’infiammazione gengivale e alla capacità di igiene orale domiciliare, si esegue una rivalutazione periodica dello stato parodontale con richiami del paziente per sedute di detartrasi (utilizzo di ultrasuoni) e scaling e root planning (utilizzo di curettes) con nuove registrazioni degli indici parodontali di modo da avere un follow-up del paziente fino all’ottenimento di una terapia di mantenimento.

Qualora non fosse sufficiente la terapia causale e di mantenimento si deciderà per il trattamento chirurgico parodontale.

 

Dott.ssa Relics Daniela

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