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ODONTOIATRIA CONSERVATIVA – CARIE: CHE COS’E’ E COME SI MANIFESTA.

studio odontoiatrico a minerbioL’Odontoiatria Restaurativa o Conservativa è la branca dell’odontoiatria che si occupa di ripristinare e di conservare i tessuti dell’elemento dentale, permettendone l’integrità e la funzione.

Tra le patologie dentali più comuni e frequenti si annovera la lesione cariosa, più comunemente chiamata carie (dal lat. caries << corrosione, putrefazione>>). L’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce la lesione cariosa come “un processo patologico esterno, localizzato, che insorge dopo l’eruzione del dente e che comporta un rammolimento dei tessuti duri con conseguente formazione di cavità”.
I fattori determinanti che concorrono alla formazione della lesione cariosa sono, secondo il Diagramma di Keyes 1960 : i microrganismi patogeni presenti nel cavo orale; un’alimentazione ricca di zuccheri raffinati quali caramelle, dolci, bibite edulcorate e gassate, oltre che caffeina, e le caratteristiche del paziente tra cui la scarsa igiene orale e lo stato di salute. Il mancato equilibrio tra questi fattori innesca il meccanismo di formazione della carie.

Subito dopo un pasto le specie batteriche cariogene del cavo orale tra cui gli Streptococci mutans in presenza della pellicola salivare acquisita e di zuccheri innescano processi di fermentazione provocando due eventi: i prodotti dei carboidrati sono utilizzati dagli stessi microrganismi per l’adesività alla superficie dello smalto del dente permettendo la successiva proliferazione delle stesse colonie e la coesione di altre specie batteriche, ed inoltre la fermentazione degli zuccheri provoca l’abbassamento del Ph orale e conseguente dissolvimento acido dello smalto. I valori di Ph orale sono ristabiliti per il potere tampone della saliva, come descritto dalla Curva di Stephan. La conseguente demineralizzazione dello smalto e l’iniziale formazione di una cavità in cui altre colonie di batteri (Lactobacilli), legati ai primi microorganismi, proliferano e contaminano l’interno dei tessuti distruggendoli con i loro enzimi, costituiscono gli eventi eziopatogenetici del processo carioso.

 

Per classificare il processo carioso si considera la classificazione clinica, tenendo presente l’estensione e la profondità del processo carioso nei tessuti delodontoiatra minerbio dente:

  1. la carie iniziale interessa solo lo smalto;
  2. la carie superficiale coinvolge smalto e lo strato iniziale della dentina;
  3. la carie profonda che si estende in profondità coinvolgendo il corpo dentinale;
  4. la carie penetrante e carie perforante che coinvolge l’organo pulpare.

Il principale sintomo del processo carioso è il dolore, seppur non sempre presente. Per ogni paziente, infatti, questo sintomo ha caratteristiche soggettive. Il dolore è generalmente avvertito quando si assumono cibi freddi e zuccherati e può comparire da subito nelle fasi iniziali di carie superficiale o si manifesta solo nelle fasi di carie profonda/penetrante/perforante quando la lesione si estende coinvolgendo la polpa dentale.

 

Questo fenomeno trova spiegazione nell’ anatomia del dente. Il dolore si produce quando le fibre nervose della polpa avvertono la variazione dell’equilibrio idraulico, secondo la teoria idrodinamica di Brännström, quando vi è una comunicazione dei tubuli dentinali con l’esterno. I tubuli dentinali sono strutture ramificate appartenenti allo strato della dentina al cui interno sono accolti i prolungamenti citoplasmatici degli odontoblasti, chiamati anche fibre di Tomes. Le ramificazioni dei tubuli dentinali hanno ampiezza variabile per ciascun individuo: i rami possono essere di lunghezza ridotta oppure percorrere tutta la dentina sino ad entrare talvolta anche nello
smalto. Quando questa rete di tubuli è in comunicazione con l’ambiente orale come nella patologia cariosa gli odontoblasti e il resto della polpa dentale ricevono segnali che vi è una comunicazione con l’esterno, che provoca lo stiramento delle fibre nervose con successiva stimolazione dolorosa. Anche la sensibilità dentinale condivide lo stesso meccanismo eziopatogenetico della sintomatologia cariosa.

 

Quando si produce una carie, quindi, in base all’ estensione dei tubuli dentinali, il dolore potrebbe comparire subito, anche, nella fase di carie iniziale se il dente presenta ramificazioni estese dei tubuli oppure, se l’ampiezza delle ramificazioni è ridotta il dolore, comparirà in stadi di carie più avanzati.
La terapia di conservativa consta di una prima fase di rimozione del tessuto patologico con l’uso di strumenti manuali e rotanti, preservando i tessuti dentali indenni dalla carie e di una seconda fase attraverso cui si applicano i materiali per ricostruire e ripristinare l’anatomia e l’estetica dentale.

 

Dott.ssa Relics Daniela

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